Home

     

 

Notizie varie

 
> torna a news 2020
 
   
 
   
   
   
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

Salviamo il Piroscafo "Clodia"

Il piroscafo "Clodia II" (poi "Pellestrina") costruito nel 1906, sopravissuto a due guerre Mondiali sembra arrivato al capolinea. Trasformato in ristorante è stato poi donato alla cooperativa SCS "Titoli Minori" di Chioggia. Dopo alcuni vani tentativi di continuare l'attività come ristorante gestito dagli ospiti, si palesa l'ipotesi di demolizione per recuperare almeno il valore del ferro.

Per chi avesse seri propositi di recupero (realistici e non velleitari..)

dott. Giacomo Dal Gesso
346 8423346 

Il quale ci informa sul progetto che avevano previsto per la nave:

PROGETTO GUSTABILI
Nel 2017 la Brigata Gustabili incontra la Barca Clodia e nasce un sogno…. creare un’attività di ristorazione sociale, dove i clienti vengano accolti in un luogo storico, magico e serviti da persone ricche di passione, che amano e rispettano i prodotti del loro territorio e desiderano sentirsi parte della comunità in cui vivono. La barca Clodia necessita di essere recuperata e di essere valorizzata, il progetto di ristorazione sociale ha bisogno di essere accolto e capito dalla comunità e dalle Istituzioni. Oggi siamo in cerca di partner, di persone che credono nel progetto, che vogliono contribuire alla creazione di valori per la comunità: inclusione sociale, sostenibilità ambientale, valorizzazione del patrimonio storico e culturale.

NOME

CANTIERE COSTRUZIONE

ANNO

TSLITSN

PASS. n.

LUNGH. m

LARGH. m

IMMERS. m

MOTORE

HP

NODI

CAMBIAMENTI

NOTE

CLODIA (2)

Vianello – Moro-Sartori Venezia

1905

149/75

500

36,41

6,06

2,23

Triplice espansione

180

12

SVL (1905); ACNI (1930); Diesel (1950); «Pellestrina» (2) (1961)

Radiato nel 1969

 

Il Clodia trasformato in nave ospedale nel 1915

 

Il Clodia dopo la trasformazione in ristorante

 

Il piroscafo rimorchiato sul Sile per raggiungere la laguna.

13 dicembre 2017 La Tribuna di Treviso

Arrivano i rimorchiatori oggi il Barcone se ne va

 

Stamattina il Barcone inizierà la sua discesa lungo il Sile, il viaggio di addio a Treviso dov'era ormeggiato dal 2003 e dove ha visto svanire anno dopo anno il sogno che lo voleva locale di grido sull'acqua. «Mollate gli ormeggi», l'avventura è finita. Ne inizia un'altra, stavolta il Laguna, dove una cooperativa di inserimento lavorativo pe disabili sogna di riportare luce e folla da i tavoli del ristorante galleggiante.La spedizione per riportare la vecchia "Clodia" (questo il nome dell'imbarcazione classe 1905) nelle acque che ne videro il varo, tra Chioggia e Marghera, è iniziata ieri mattina all'alba quando due rimorchiatori e un motoscafo della Trasmar hanno iniziato a risalire il Sile dopo aver attraversato la Laguna da Marghera fino al canale che conduce a Portegrandi. Le imbarcazioni avevano inizialmente stabilito di fare rotta su Treviso per il 18 dicembre, ma il viaggio è stato anticipato ed è partito spinto dalla sciroccata. «Si lavora meglio con un po' di gelo in meno» ironizzavano ieri sulle imbarcazioni che hanno anche dovuto fare i conti con un guasto dovuto alla collisione dell'elica di uno dei rimorchiatori con una tronco subacqueo tra Quarto D'Altino e Casale.Sono arrivate alle chiuse della centrale elettrica di Silea alle 15.30. Ad attenderli il responsabile della struttura che ha attivato le paratie e riempito la grande vasca di risalita esattamente come fece nel 2003 quando il Barcone venne portato a Ponte Dea Goba. «Ho ancora la fotografia di quando lo ormeggiammo all'altezza del porto di Fiera in attesa dell'ultima risalita fino a Treviso» raccontava ieri mostrando una fotografia dell'ormeggio fatto allora. Inutile dire che il traffico di barche a motore sul Sile, tra Silea e Treviso, dove praticamente non se ne vedono mai, ha attirato vari curiosi: runner, persone in passeggiata, nonne con bambini che si sono fermati ad osservare il transito della piccola (ma potente) spedizione della Trasmar che risaliva il fiume. «La parte più delicata sarà ora uscire dalla conca di Ponte Dea Goba» diceva ieri Alessandro Scarparo, responsabile della Trasmar, «alla barca è stato tolta la tettoria sopraelevata che era stata fatta per il ristorante... ma passa sotto l'arcata proprio per un soffio». A lui e agli altri marinai l'onere di trainare il Barcone fino alle chiuse di Portegrandi e da lì, se passerà, fino a Torcello e poi a Fusina dove entrerà in cantiere il restyling che lo riporterà ad essere un ristorante galleggiante pronto per lavorare di nuovo. Dove? Tra Pellestrina e Chioggia dove la cooperativa "Titoli Minori" lo utilizzerà per promuovere la cucina del territorio e l'integrazione di persone con disabilità.

Federico de Wolasnski

 


 

 è morto il perito dei grandi segreti della storia d'Italia. Maurizio Dianese, Il Gazzettino 25 6 2020
 
La strage di Peteano e il caso Gladio. Morto a 81 anni il perito dei misteri, la Nuova Venezia  25 6 2020

 
 
 

 

 

 

: penzo.gilberto