Home

     

 

Moto ondoso

 
Torna a news 2010

Una delle tante proteste inutili contro il moto ondoso, nel 2004

L’EMERGENZA L’assessore Ugo Bergamo: «Solo unificando le competenze si può intervenire»
 
Moto ondoso, il Comune chiede poteri
 
Tassisti, gondolieri, trasportatori, Actv ascoltati in commissione a Ca’ Farsetti: tutti contro tutti

BACINO SAN MARCO Il recupero della gondola affondata il 26 agosto


Mercoledì 14 Settembre 2011,
«È necessario un appello trasversale al governo, affinché l'intera gestione delle acque veneziane sia di completa pertinenza del Comune». 
      L'assessore Ugo Bergamo ha posto questa opzione come base fondamentale per contrastare il moto ondoso. Ieri, attesa da molti, si è riunita la IV commissione (Traffico acqueo), presenti tutte le categorie interessate. «Risulta paradossale - ha continuato Bergamo - che tratti come il canale della Giudecca siano di pertinenza dello Stato. In questo modo non vengono applicate le medesime normative». 
      A seguito della difficoltà dei gondolieri e dei recenti episodi che hanno visto il rovesciamento di gondole con clienti a bordo, la commissione voleva ascoltare tutti coloro che per lavoro vanno per acqua, cercando proposte e convergenze. Invece, tutti sono rimasti nella loro sfera privata, sciorinando le proprie necessità. Nulla di fatto, quindi, solo una sequela di diritti e di accuse, sintetizzate dal consigliere Renzo Scarpa (gruppo misto): «In queste riunioni ciascuno espone un problema, che è sempre causato da altri». 
      In effetti, ieri nessuno si è sognato di fare sistema; nemmeno i gondolieri, rappresentati dal presidente Aldo Reato, hanno alzato la voce, limitandosi all'osservazione di come il lavoro sia divenuto pericoloso soprattutto allo stazio Danieli ed auspicando soluzioni amministrative. Tutto qui, quasi a non disturbare il conducente. 
      Inizia Marino Fontanella, direttore Actv del traffico acqueo: «Purtroppo la flotta complessiva che naviga in laguna è diventata illimitata - ha detto - I nostri orari sono stati calcolati in base al rispetto della velocità: se dobbiamo abbassarla ancor più, dovremo sopprimere corse oppure aumentare i tempi di percorrenza, con disagio per turisti e residenti, oltre ad un inutile consumo di carburante». 
      Molte richieste di controllo sono state rivolte al dirigente della polizia municipale, Giordano Zuin: «Più di così non possiamo fare - ha ammesso Zuin - dall'inizio dell'anno ad agosto abbiamo comminato 1345 sanzioni, il 17 per cento ad Alilaguna, 165 ad Actv ed il restante ai natanti privati e ai taxi acquei. Fra questi ultimi c'è stato chi in nove mesi è stato multato 8 volte. Cerchiamo di controllare il più possibile». 
      Sebastiano Costalonga (Pdl) ha consegnato a tutti un dossier fotografico di tassì che hanno imbarcato dove non avrebbero potuto, perché limitati dalla targa rossa. Fra le foto, anche Valeria Marini in procinto di recarsi alla Mostra del Cinema. «Uno dei maggiori problemi - ha dichiarato Costalonga - sono i cosiddetti motoscafi abusivi, che acquisiscono la licenza in Comuni lontani, fino a Rosolina e oltre».
      Inasprire le sanzioni? Applicare la patente a punti, fino alla sua eventuale sospensione, sembra una buona soluzione a Camilla Seibezzi (Verdi) e a Marta Locatelli (Pdl), ma Bergamo ha fatto notare che sarebbe necessaria una variazione di normativa a livello statale, visto che tuttora non è altresì possibile sequestrare le barche che reiterano il superamento dei limiti di velocità. Marco Zuanich (Lega) vorrebbe un'indagine sulle voragini presenti sotto i palazzi del Canal Grande ed ha attaccato l'Actv per le modalità d'approdo, mentre il suo collega Giovanni Giusto si è scagliato contro Alilaguna, "rea" di sollevare troppe onde per carene non consone alla laguna.
Il Gazzettino, Venerdì 12 Agosto 2011,
Aumentano i controlli delle forze di polizia, ma aumenta anche il moto ondoso a causa dell’aumento del traffico acqueo. Il bilancio di luglio della Polizia municipale parla di 418 violazioni in un mese (2265 dell’inizio dell’anno) per superamento dei limiti di velocità. «Di queste 263 sono a carico di imbarcazioni iscritte sia alla navigazione interna sia alla navigazione marittima (cioè taxi e lancioni granturismo, ndr) - spiega il commissario capo Giordano Zuin - mentre 155 sono a unità da diporto. In linea con gli anni precedenti». Sono 115 le violazioni accertate in Bacino di San Marco dove il limite è di 7 km all’ora. Oltre il 10% imputate a mezzi Actv che per rispettare gli orari premono sull’acceleratore. Nel totale delle contravvenzioni figurano anche due notizie di reato per un conducente della linea 1 e per un trasportatore che ha perso il carico in Canal Grande. 89 sono le violazioni rilevate grazie al sistema delle telecamere Argos in canal Grande, dove si si concentra gran parte dei controlli, ma altri punti caldi sono i canali delle Sacche e delle Fondamente Nuove. Logico però che se i vigili dei canali vengono dirottati anche in molteplici altri servizi, tipo il presidio di campo Santa Margherita, in acqua la situazione può peggiorare. La polizia provinciale in luglio ha eseguito 59 controlli in 11 servizi in laguna di Venezia. Ma il problema è lungi dall’essere risolto. Andrea Bedin, presidente del Comitato Veneto Federazione Canoa Kayak, ricordando l’episodio in cui furono coinvolti due campioni di canoa videro affondato il loro k2 a Cannaregio, interviene con una nota polemica. «Non capisco come non possano vergognarsi i conduttori dei natanti del centro storico veneziano - sostiene - Non riesco a capire quanto devono essere grandi questi interessi che permettono ai conduttori di barche a motore di correre e fare onde senza il minimo rispetto per le persone e la città. Nessuna delle amministrazioni che si sono succedute al governo ha preso una posizione seria. Sono anni che le associazioni veneziane di canoa e canottaggio non riescono a far crescere i propri campioni (salvo rare eccezioni) e sono costrette a mille escamotage per gli allenamenti»
      Raffaella Vittadello

 


 

Moto ondoso in laguna emergenza dimenticata
Il Gazzettino 23 5 2011
TRASPORTO & AMBIENTE Le associazioni Italia Nostra Wwf, Lipu e Vas denunciano un andazzo pericoloso

 

Chi paga?

Moto ondoso, garitte addio. Alberto Vitucci. La Nuova Venezia 30 06 2010

          
Alcune delle garitte dei vigili perennemente vuote

  Una delle tante proteste inutili contro il moto ondoso, nel 2004


Un ufficio galleggiante contro il moto ondoso

 

Entra in esercizio il Rialto 720, gioiello tecnologico "made in Venice" È climatizzato e connesso alla rete. I controlli saranno veloci e precisi

 

Sembra un motoscafo come gli altri, ma in realtà il "Rialto 720" segna un punto di svolta per la polizia municipale. Da ieri gli agenti avranno a disposizione una barca costruita attorno alle loro esigenze, fatta per navigare in laguna con basso impatto ambientale, dotata di climatizzazione per lavorare a lungo e soprattutto connessa alla rete informatica del Comune. Insomma, un vero e proprio "ufficio mobile" dotato di scanner, computer, stampante. Tutto integrato e controllato secondo le più moderne tecnologie.
      Il "battesimo" della barca (anche se "asciutto", senza la bottiglia di champagne, come ha lamentato il sindaco) si è tenuto ieri di fronte a Ca’ Farsetti, con la benedizione di don Natalino Bonazza e la presenza dell’assessore alla mobilità Ugo Bergamo e del vicecomandante dei vigili, Alfonso Garlisi. Sette metri e 20 di lunghezza, 2 e 40 di larghezza per 160 cavalli di potenza, capaci di spingerla a 30 nodi. Niente vetro, ma polimeri ad alta trasparenza in omaggio alle norme di sicurezza. Il tutto per 152 mila euro, che tra l’altro avanzano dai fondi del Commissario al moto ondoso. «La stessa cifra - spiega Garlisi - che avremmo speso per una barca di serie. Tra un mese ce ne arriverà un’altra». Artefice della barca è il cantiere Starting Technologies di Mestre di Roberto Bolzonello, su progetto di Mauro Feltrin e Marzia Zangrando.
      «È una iniziativa importante - hanno commentato il sindaco e Bergamo - a disposizione della città».
      Ora non resta che attendere l’utilizzo effettivo in laguna, dal momento che il traffico a motore ha bisogno di essere disciplinato. La barca è collegata direttamente al sistema di telerilevazione Argos, che controlla il canal Grande e che segnala automaticamente quali mezzi superano il limite di velocità. In questo modo, sarà possibile intervenire in tempo reale e con informazioni dettagliate.

 

Da Il gazzettino 01-07- 2010

 

 
: penzo.gilberto