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Agabitini Maurizio

 
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Riportiamo una interessante iniziativa di Maurizio Agabitini, un ex allievo del corso per Addetto alla Costruzione di Barche in Legno 2004-2005, che ha aperto un nuovo cantiere a Murano denominato Nautica 48 (info@nautica48.com)

In barca con un pieno da due euro

Il motore elettrico brevettato da Maurizio Agabitini e Francesco Omiccioli

Il Gazzzettino Martedì 22 Settembre 2009,

 

 

Basta puzza, rumore, inquinamento. E per il “pieno” solo due euro di spesa. Per i rii veneziani e per le tasche dei trasportatori sarebbe una vera rivoluzione, rappresentata da un motore elettrico che il cantiere muranese Nautica 48 vuole proporre alla città, dopo averlo pensato, costruito, sperimentato. Siamo al secondo prototipo, ed ora il motore, montato su di una pattana messa a disposizione dalla Studioplast, verrà affidato a qualche operatore per una sperimentazione sul campo che suggerisca gli ultimi aggiustamenti in vista della versione finale, per Natale.
      «La novità – spiega Maurizio Agabitini, uno dei due soci del cantiere – è che non si tratta di un motorino elettrico da diporto, ma di un vero fuoribordo elettrico progettato per le barche da lavoro». Il motore nasce in collaborazione con la Electromarine di Bolsena, per la parte elettrica ed elettronica, e della Faimond di Vicenza per la meccanica, sviluppa fino a 30 cavalli all’elica con un’autonomia a mezza forza e a pieno carico di 10 ore di moto continuo, pesa 49 chili e costerà sotto i 6 mila euro, batterie comprese.
      «Vuol dire – sottolinea Francesco Omiccioli, l’altro socio – 10 ore di lavoro fino a 5–7 nodi di velocità, indipendentemente dal carico, perché il motore elettrico è sempre in coppia, a qualsiasi numero di giri». Per funzionare il motore necessita di 8 batterie da 300 ampere orari, del peso di 300 chili (quasi niente per una barca da lavoro) caricate con un semplice cavo monofase collegato a una qualsiasi presa da 220 watt.
      «Il fuoribordo – avverte Agabitini – si carica in 6 ore, è praticamente eterno e richiede zero manutenzione». Infatti non vi sono candele, non ci sono filtri, e il motore non è mai immerso dato che a differenza dei motorini elettrici da diporto, che hanno il propulsore nel piede, questo nel piede ha solo gli ingranaggi di trasmissione.
      «Non ci nascondiamo – dicono comunque Agabitini e Omiccioli – che il problema vero è la ricarica, e qui entrano in gioco le istituzioni, a cui ora proporremo il progetto». Non tutti, infatti, possono portarsi la barca a casa per ricaricarla la notte, e quindi si tratterà di attrezzare le aree di ormeggio per le barche da lavoro (Tronchetto, Misericordia) di appositi caricabatterie, o meglio dotare i distributori di benzina di moduli di batterie standard, uguali per tutti, che ciascuno possa prendere al momento sostituendo le scariche, pagando una cauzione al Comune che ne sarebbe il proprietario. «Esattamente come si fa – concludono i titolari di Nautica 48 – con le bombole del gas».
      
Silvio Testa
     
     

 


 

 

 

 

: penzo.gilberto