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Storie sotto el felze 2019

 
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venerdì 6 settembre, ore 18, squero Casal/Arzanà, Cannaregio 1936d

Le barche dei Casal: da Zoldo a Venezia
Fabio Santin curatore mostra a Zoldo
Giorgio Suppiej presidente Arzanà

 

 

venerdì 27 settembre, ore 18, Squero Tramontin

I colori della marineria veneziana
Gianfranco Munerotto storico
Giuliano Borella produttore di colori

 

 

domenica 6 ottobre, ore 9-18 Gita in Val di Zoldo
visita alla mostra Le Barche dei Casal: il capolavoro degli
squerarioli di Zoldo a Venezia,

con dimostrazioni degli artigiani
solo su prenotazione tel 041 5200331 – 041 5230558

 

 

venerdì 18 ottobre, ore 18, Convento dei Cappuccini del Redentore, Giudecca

La caorlina dei frati: quale futuro
per la più antica barca veneziana ancora navigante?
fra Paolo frate cappuccino e Gilberto Penzo studioso cantieristica veneziana

I frati del redentore alla Vogalonga 2019 Foto Darai

Mion, La Nuova Venezia 17 giugno 2019

Paolo Valier è un frate cappuccino del convento del Redentore. Fra’ Paolo, con solide radici di una storica famiglia veneziana che ha dato pure dei dogi alla Serenissima, ha un diploma in assistente sociale ed è nato a Rovigo. Un giorno ha deciso di seguire un percorso di fede che lo porta a vivere in povertà e ha indossato il saio, seguendo la parola di San Francesco.

Paolo sta ultimando il percorso di studio prima dell’assegnazione definitiva del convento dove andrà. Fra’ Paolo è una delle anime che ha portato a riscoprire l’uso della caorlina del convento in occasione della Vogalonga. In molti hanno visto l’equipaggio dei frati che veloce scivolava la laguna, in mezzo alle altre imbarcazioni, con la bandiera di San Marco a poppa. La caorlina del convento è, a detta dello storico delle imbarcazioni veneziane, Gilberto Penzo, la più bella caorlina esistente e navigante in laguna. «Dai documenti del convento», spiega fra’ Paolo, «ha almeno 120 anni. Fino agli anni Sessanta era usata per trasportare merce e prodotti vari, a uso del convento. Poi è stata sostituita con una barca a motore. Qualcuno la ricorda anche per il trasporto dei frati morti all’Isola di San Michele. È stata realizzata, naturalmente, nel rispetto della filosofia dell’Ordine, cioè nel nome della povertà», spiega Paolo.

Dopo uno stop durato due anni, la caorlina del convento è stata rimessa in acqua ed è tornata a solcare la laguna con Paolo a poppa. Tempo alcuni anni e un equipaggio di giovani frati ha riportato in auge la caorlina che, rispetto a quelle realizzate nei decenni seguenti, pesa alcuni quintali in più ed è più lunga.

 

venerdì 25 ottobre, ore 18, Squero Silvestri, Castello 625/a

La cantieristica in rio de San Piero
Igor Silvestri squerariol e Nicolò Zen carpentiere

 

 

giovedì 7 novembre – Caffè Florian, ore 18

Le fucine del Leone
Giovanni Caniato archivista, Gerolamo Fazzini archeologo
e Alessandro Ervas fabbro d’arte

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

 

: penzo.gilberto