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Il giorno
18 gennaio abbiamo effettuato con successo lo
spostamento della gondola della Casa Reale Savoia
conservata nelI'Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia già Museo delle Arti e Tradizioni Popolari di
Roma, dalla sala accanto allo scalone d’accesso a quella
definitiva dedicata alla marineria italiana. Purtroppo,
nonostante l’eccezionale ampiezza dei locali, sul
percorso erano presenti alcune strozzature fra le
vetrine che impedivano sia il trasporto dello scafo in
piano che, per pochi centimetri, proprio l’accesso alla
sala di destinazione.
L’architetto Verrecchia della ditta RE.I.MA s.r.l.
incaricata dell’operazione, dopo lunghe e accurate
misurazioni, ha optato per bypassare il restringimento,
facendola uscire da una finestra per farla rientrare da
una delle successive. Dovendola trasportare di taglio,
appoggiata sul fragile fianco, per prima cosa sono state
costruite una serie di tramezze di rinforzo per evitare
che lo scafo collassasse, poi sono stati posizionati una
serie di listelli longitudinali in modo che si
interponessero fra lo scafo e il carrello. Il tutto è
stato avvolto con fogli di plastica protettivi.
La
gondola è stata poi imbragata con cinghie e sollevata
dal lungo braccio della gru infilato di misura nelle
finestre larghe poco più di un metro e alte due metri e
mezzo, deposta delicatamente sul piazzale e rinfilata
nel salone espositivo. Un applauso finale ha coronato
l’impresa e stemperato la giusta tensione che
attanagliava gli operatori e i responsabili per il
rischio sempre presente quando si movimentano scafi così
lunghi e delicati. Come consulente per la movimentazione
della gondola devo ringraziare per i consigli il mio
maestro Nedis Tramontin e suo figlio Roberto, la
dottoressa Massari, direttrice dell'Istituto Centrale
per la Demoetnoantropologia, e i funzionari
che hanno coordinato tutta l’operazione: la dottoressa
Pasqua Izzo e l’architetto De Girolamo. |